Lorenzo Musetti si racconta in una lunga intervista per Repubblica. Il tennista carrarese ha finalmente trovato la svolta della sua carriera nel 2025 che volge al termine. La qualificazione alle ATP Finals e la presenza stabile in Top 10 rappresentano due aspetti fondamentali. Queste le sue parole: “Mi piace sentire il rumore della palla. Che poi è un suono, non una cosa che disturba. Dice, racconta, ricorda. È una questione di ritmo, di orecchio: è un battito. Ero piccolo, giocavo nello scantinato della nonna, ribattevo sul muro. C’era anche mio padre. È lì che quel suono ha iniziato a parlarmi. A me manca se per un po’ non lo sento, accompagna la mia vita. Per me è una melodia”.
Nelle prossime settimane, Lorenzo Musetti diventerà papà per la seconda volta. Durante l’intervista, il giocatore azzurro ha parlato proprio della prima paternità. E inoltre racconta anche com’è il rapporto con i suoi colleghi proprio a proposito del tema dell’essere genitori. C’è in particolare un giocatore che ha dimostrato grande vicinanza, soprattutto nello scambio di pareri su questo tema: “Non mi fanno molte domande, tranne Alexander Bublik, che ha 28 anni e un bimbo di 3. Lui è sempre affettuoso, spesso ci confrontiamo tra papà. Il primo figlio è stato un terremoto e una bella sorpresa. Non era cercato, abbiamo deciso di tenerlo. Ho dovuto ripensare la mia vita”.
La nuova vita di Lorenzo Musetti
Si parla anche del rapporto tra Lorenzo Musetti e i suoi connazionali. Dopo il trionfo della Coppa Davis si è parlato anche di lui e di Jannik Sinner. Un rapporto molto bello, quello tra le due stelle del tennis italiano, che stanno dimostrando di andare molto d’accordo con il numero 2 al mondo. Più in generale, questo è il pensiero sul suo rapporto con i connazionali: “Per fortuna che ho Sinner, non dirò mai ‘purtroppo’. Non esiste una rivalità di quel genere, esasperare le tensioni nello sport, che ne ha tante, non serve. E poi Jannik ce l’ho a fianco. Non è un nemico che mi toglie l’aria, è un campione che indica la via. Quando affronti un compagno con cui magari giochi anche il doppio è sempre una partita delicata. Hai condiviso tanti momenti, lo guardi con altri occhi. Per quello è importante concentrarsi sul gioco. Però no, non patisco i match fratricidi, sono capace di gestirli. Questo non significa che ne esca sempre vincente“.
Infine Lorenzo Musetti si augura che il tennis italiano possa trascinare tutto il movimento sportivo nazionale. I grandi risultati ottenuti dagli azzurri, nei tornei e in Coppa Davis, sono sotto gli occhi di tutti. Questo l’auspicio del carrarese su questo tema molto delicato: “Il tennis parla del diritto di tutti di aggrapparsi ai sogni. Ma tutto lo sport, non solo il tennis, ha un impatto grande sulla società. Offre occasioni, aiuta a costruirci. Io ero un bambino, non immaginavo il viaggio che avevo davanti e tanto meno di arrivare così in alto. Speriamo che il tennis azzurro, che in questo momento ha tanti protagonisti, possa ispirare le nuove generazioni“.