A due settimane dal via ufficiale, scoppia la polemica che ha come argomento principale il Roland Garros. Il secondo evento del Grand Slam del 2026 prenderà il via il prossimo 18 maggio. E nonostante ci sia ancora da disputare un altro appuntamento importante come gli Internazionali BNL d’Italia al Foro Italico di Roma, si fa già un gran parlare del torneo Major che fa da culmine della stagione sulla terra battuta. Tutta colpa – se così si può dire – dei giocatori, i quali hanno deciso di far sentire la propria voce. Al centro del contendere, ci sono le cifre relative ai montepremi per l’appuntamento che si gioca appena fuori Parigi. Sia tra gli uomini che tra le donne, infatti, qualcosa sembra non andare a genio ai protagonisti in campo.
E così è nata una protesta, promossa da un vero e proprio comitato di giocatori. Esso è stato ribattezzato con un nome particolare, ovvero “Project RedEye”. A farne parte ci sono circa 20 soggetti, equamente suddivisi tra uomini e donne. E non mancano i nomi di spicco in questo gruppo di tennisti che hanno deciso di far sentire la propria voce. Basti pensare che al vertice di questa piramide ci sono sia Jannik Sinner che Carlos Alcaraz, i quali non hanno esitato nello schierarsi dalla parte dei colleghi. Ma non potevano mancare anche Aryna Sabalenka e CoCo Gauff. Le due, al di là delle rispettive qualità in campo, non si sono mai nascoste quando c’era da difendere l’operato delle proprie rivali sul campo.
E a due settimane dal via ufficiale del Roland Garros, il clima si fa a dir poco rovente.
Roland Garros, la protesta dei giocatori sul montepremi
Gli esponenti del Project RedEye hanno deciso di scrivere una lettera di protesta, indirizzata agli organizzatori del Roland Garros. Al centro di questo testo c’è, per l’appunto, un montepremi che non appare affatto equo. Soprattutto se si considerano i numeri, che sono pubblici, relativi ai ricavi dell’organizzazione del Grand Slam su terra battuta. I vertici del torneo transalpino hanno svelato che il montepremi complessivo ha raggiunto la quota di 61,7 milioni di euro. Una cifra che sembra grande, ma che secondo i protagonisti in campo non sarebbe equo
“Con ricavi stimati superiori a 400 milioni – si legge nella lettera – , è probabile che il montepremi in percentuale sui ricavi rimanga inferiore al 15%, ben al di sotto del 22% richiesto dai giocatori per allineare i tornei del Grande Slam a quelli dei circuiti Atp e Wta. Inoltre, cosa anche più grave, non vengono affrontati i problemi strutturali sollevati nel corso dell’ultimo anno. I tornei dello Slam continuano a resistere al cambiamento“.
Dunque i grandi protagonisti del tennis mondiale, sia tra gli uomini che tra le donne, lamentano la mancanza di equità tra l’aumento dei ricavi dei tornei più importanti e la parte riservata al montepremi. Ma c’è di più, perchè al di là della questione monetaria, c’è una mancanza di supporto agli stessi giocatori. Carenze che emergono anche sul piano sanitario e previdenziale. La lunga e durissima lettera si conclude così: “L’assenza di consultazione dei giocatori e la persistente mancanza di investimenti nel loro benessere riflettono un sistema che non rappresenta adeguatamente gli interessi di coloro che sono fondamentali per il successo di questo sport“.