Il Roland Garros e il mondo del tennis in generale restano scossi da quanto è avvenuto nella giornata di ieri. Lo svolgimento e l’inattesa conclusione della partita tra Jannik Sinner e Juan Manuel Cerundolo rappresenta in un certo senso un punto di non ritorno. In primis per il numero 1 al mondo, che dopo un lunghissimo tour de force si è visto presentare il conto dal suo corpo. E poi c’è la gestione più ad ampio raggio di determinati eventi, di livello più o meno alto.
Proprio così, perché sono in tanti a doversi quantomeno porre le domande dopo quanto è accaduto sul campo intitolato a Philippe Chatrier. C’è chi tira in ballo un calendario che continua a essere sempre più fitto, in alcuni casi in maniera non necessaria. C’è anche chi parla di orari ormai inaccettabili per i tennisti e le tenniste, costretti a scendere in campo con temperature folli. E poi c’è la valutazione della gestione degli impegni da parte degli stessi giocatori. Non sono mancate, infatti, alcune rimostranze arrivate (più a livello social) nei confronti di Jannik Sinner e delle sue scelte di calendario.
Tutto, però, passa in secondo piano quando si parla della salute e della carriera di un atleta, che gioca sempre per vincere.
Il caldo fuori stagione e gli orari folli
Il calendario del tennis mondiale su terra rossa vede poca complicità tra gli organizzatori dei tornei e i giocatori che scendono in campo. Soprattutto in un appuntamento come il Roland Garros, che si distingue dagli altri – soprattutto a livello maschile – per la durata attesa delle partite. Il fatto di giocare sulla distanza dei cinque set impone agli atleti di giocare partite più lunghe, durature e di conseguenza più faticose, per il corpo e per la mente.
Ecco allora che manca quell’elemento in grado di dare una mano a chi scende in campo, ovvero la scelta di far iniziare il programma di gioco giornaliero a orari meno pesanti. Nel torneo del Grand Slam in terra transalpina, infatti, i primi match prendono il via a mezzogiorno, ovvero nell’orario di picco del caldo. Poi va detto che le temperature sono decisamente più alte rispetto alle previsioni nonchè ai precedenti degli anni passati. Resta però la scarsa complicità da parte degli organizzatori che, potendo contare su un numero molto alto di campo, potrebbero dare spazio a programmi meno fitti ma compattati in meno ore di gioco, magari partendo da un orario di partenza più volto al pomeriggio che all’ora di pranzo.
Per non parlare della composizione dei calendari ATP e WTA. Ogni anno che passa, aumenta il numero dei tornei e la situazione si sta facendo sempre meno gestibili. Soprattutto per quel che riguarda gli appuntamenti Masters 1000. Il fatto di poter rinunciare a questi eventi solo a fronte di cause di forza maggiore è diventato un problema. E qui entriamo nello specifico della situazione di Jannik Sinner e del suo calendario.
Jannik Sinner, un calendario troppo fitto
Jannik Sinner ha senza dubbio, insieme al suo team, una buona fetta di responsabilità per quel che è accaduto ieri pomeriggio sul campo Philippe Chatrier. Quella persa contro Juan Manuel Cerundolo è stata la partita numero 51 disputata negli ultimi due mesi dal campione nativo di San Candido. Senza dubbio un’esagerazione, ben al di sopra delle possibilità per la maggior parte degli atleti.
Come abbiamo già scritto, c’è senza dubbio di mezzo la folle regola dei tornei Masters 1000, per i quali è previsto il forfait solo per cause di forza maggiore. In questo senso poteva essere evitata, giusto per fare un esempio, la partecipazione al torneo di Madrid. Saltare Montecarlo non sarebbe stato bello vista la sfida diretta con Carlos Alcaraz, mentre Roma rappresentava (insieme al Roland Garros) il grande cruccio dell’azzurro.
In questo senso, va letto con lo stesso sollievo rivelato da Jannik Sinner l’annuncio relativo al lungo periodo di stop. Dal Roland Garros a Wimbledon, infatti, quasi certamente il numero 1 al mondo non disputerà alcun torneo. Ci saranno ovviamente diversi giorni di allenamento sull’erba, per arrivare tirati a lucido per lo Slam inglese. Ovviamente, più forte di prima.