Primo turno tutto sommato agevole al Roland Garros 2026 per Jannik Sinner. Il campione nativo di San Candido ha avuto la meglio in tre set sul padrone di casa Clement Tabur. Un debutto che ha consentito al numero 1 al mondo di mettersi alle spalle le insidie della prima partita. Al secondo turno il giocatore italiano se la vedrà con l’argentino Juan Manuel Cerundolo.
Nel corso della conferenza stampa che si è svolta durante la partita, l’azzurro ha raccontato alcuni aspetti del suo gioco. In primis il suo adattamento alla superficie e agli orari di gioco, ma anche la necessità di riposare e la voglia di continuare a crescere.
Jannik Sinner e l’adattamento al Roland Garros
Jannik Sinner ha giocato nel programma serale della giornata di martedì contro Clement Tabur. Dalle sue parole emerge tutta l’intenzione di adattarsi a ogni situazione di gioco. Anche perchè la preparazione è stata volta a essere pronti a tutto: “Sono felice di giocare di sera, di giorno, in qualsiasi orario mi mettano. Ci siamo preparati nel modo giusto, ma l’umidità non è così pesante come in Australia o negli Stati Uniti. Vedremo giorno per giorno“.
E poi c’è la gestione delle pressioni, che nel caso di Sinner sono altissime. Anche perchè, vista l’assenza di Carlos Alcaraz, c’è quasi l’obbligo di vincere. E l’azzurro spiega così: “La pressione è parte del nostro gioco. Tutti hanno pressione, anche voi ce l’avete nel fare un buon articolo. Cerco di prenderla con naturalezza, so che giocatore sono. E se non senti pressione non ti interessa. Io ci tengo a fare il massimo sul campo, a vincere, ma se perdo non è che caschi il mondo“.
Crescere e riposare
Jannik Sinner ha fatto capire di non sentirsi ancora un giocatore completo. Nonostante sia nettamente al comando del ranking ATP e sia reduce da tanti tornei vinti, la voglia di crescere è altissima. E ci sono esempi di altri campioni che sono maturati col tempo: “A 24 anni non sei al completo. Saranno anni importanti fino ai 27-28, lì dai una forma al corpo, e quindi anche al tuo gioco. Poi dopo si tratta di mantenere un certo ritmo. E non vuol dire che non migliori, Rafa, Novak, Roger sono sempre migliorati. Il servizio devi cambiarlo sempre di più, anche da fondo campo devi essere messo molto bene, a volte accorci il punto, altre allunghi, c’è qualcosa in cui migliorare“.
Poi Jannik Sinner ha espresso un concetto che potrebbe lasciare sorpresi, ma fino a un certo punto. Anche il numero 1 al mondo sente il bisogno di staccare la spina. Tra una partita e l’altra, e tra un torneo e l’altro, riposare diventa cruciale: “Il riposo fa parte dell’allenamento, la scia è importante per arrivare bene più tornei possibile. Io amo stare in campo, ho capito l’importanza di fare palestra, dove prima facevo più fatica ad allenarmi, anche mentalmente. Ora so cosa devo fare, fa parte del gioco, sto capendo anche io. Sono felice quando non tocco la racchetta, però ripeto, questo fa parte dei 24 anni. Devi avere una minima guida, sono consapevole di quanto sia cresciuto, è importante avere questo team, senza di loro non sarei qua“.