Il 2025 è stato un anno tutto sommato positivo per Matteo Berrettini. Il tennista romano non ha avuto dei mesi facili in avvio, soprattutto per via di alcune problematiche di natura fisica che non gli hanno consentito di performare nel migliore dei modi. Il momento più critico è coinciso senza dubbio con il ritiro agli Internazionali BNL d’Italia di Roma, il suo torneo di casa, durante la partita di secondo turno contro Casper Ruud. Una volta superato quel momento, che è stato senza dubbio il più duro della stagione, il giocatore azzurro ha avuto la forza interiore di rialzare la testa. Il tutto con il suggello della conquista della terza Coppa Davis di fila, ottenuta con un mix di leadership e quel rendimento da campione ritrovato per almeno una settimana.
Ora, dopo aver tirato il fiato per qualche settimana, per Matteo Berrettini è arrivato il momento di misurarsi nuovamente con il campo. Ma prima, il tennista nativo di Roma ha rilasciato una bella intervista per il mensile Men’s Health. È stata l’occasione giusta per parlare della gestione del suo corpo, sia durante i tornei che nei giorni di allenamento.
La gestione del corpo secondo Matteo Berrettini
Sia il corpo che la testa hanno bisogno di un duro lavoro e di un costante allenamento. Matteo Berrettini ha fatto capire che la gestione di ogni momento della giornata, in campo e fuori, è fondamentale per un atleta. Questi i suoi segreti: “Il lavoro mentale dura 365 giorni l’anno. Non riguarda solo la performance, riguarda tutto: approccio agli allenamenti, viaggi, vita. Devi saper gestire ogni dettaglio. Chiudo gli occhi, respiro, rallento. Tendo sempre ad andare veloce, a volte troppo. Quando c’è una competizione importante devi rallentare. Prenderti il tuo tempo, disintossicarti da tutto: telefono, notifiche, informazioni esterne”.
Matteo Berrettini ha svelato di non essere mai riuscito a dormire per tanto tempo. Nonostante il riposo sia un altro aspetto cruciale, i lunghi viaggi e il tanto lavoro fisico e atletico hanno spesso la meglio nella sua routine giornaliera: “Non sono mai stato un grande dormiglione. Addormentarmi è dura, poi ci si mettono jet lag, cambi di letto, orari, ma sto migliorando. Con tutti i viaggi che facciamo, è difficile seguire una dieta ferrea. Per questo l’integrazione diventa importantissima. La pasta in bianco, con un buon parmigiano e un buon olio. Sembra facile trovarla all’estero, vi assicuro che non lo è”.
Niente ossessione per la vittoria
E poi, a proposito di aspetti mentali, c’è quello dell’aggressività che fa parte del gioco di Matteo Berrettini. L’ex numero 6 al mondo ha fatto capire che si tratta di una skill fondamentale per essere vincenti: “Quando riesco a essere aggressivo in risposta, l’avversario sente pressione. I miei game di servizio vanno via abbastanza facilmente: se creo più chance in risposta posso davvero spostare l’ago della bilancia”.
E poi c’è un altro aspetto che Matteo Berrettini ha smussato negli anni, ovvero l’ossessione del risultato. Il romano scende in campo sempre per vincere, ma anche dopo una sconfitta non ci sono crolli mentali. Anche perchè il rapporto con i tifosi lenisce ogni delusione: “Non mi do obiettivi di risultato, non perché voglia nascondermi, ma perché non mi stimola più di tanto. So che i risultati arrivano passando da altro. La Coppa Davis lo ha dimostrato. È stato bellissimo tornare a sentire l’affetto delle persone. Devo dare priorità a stare bene e godermi quel che faccio, sono carico. Davvero carico”.