Matteo Berrettini si mette alle spalle un 2025 che non è stato eccezionale, o comunque non lo è stato per i suoi primi 10 mesi. Il fortissimo giocatore romano ha provato a risalire la china nel ranking ATP, facendo vedere di avere ancora la stoffa e la potenza per potersela giocare con i primi. Poi, però, è arrivata la svolta di una stagione intera, racchiusa in appena tre giorni. Il finalista di Wimbledon 2021, infatti, è stato grande protagonista della terza Coppa Davis di fila conquistata dall’Italia, in una accoppiata vincente tra amici fraterni con Flavio Cobolli. Una settimana da ricordare, che ha rimesso “The Hammer” al centro del mondo del tennis maschile.
Matteo Berrettini, cambiato in meglio
Matteo Berrettini è stato protagonista di una bella intervista rilasciata per la Rivista Undici. In quello che è il suo habitat naturale, ovvero il campo dal tennis, il capitolino ha raccontato le sue grandi emozioni quando gioca in Coppa Davis. Un momento solenne e unico, in cui poter mettere le proprie qualità al servizio di un Paese intero: “In Coppa Davis scatta qualcosa dentro di me. Giocare per i compagni, per lo staff in panchina e rappresentare la mia nazione è qualcosa che da sempre mi risveglia certe sensazioni e mi dà una ulteriore spinta. A Sinner e ad Alcaraz ruberei la posizione in classifica“.
Nel corso degli anni, abbiamo visto un Matteo Berrettini capace di evolversi, sia sul piano del gioco che in quello squisitamente umano. Il modo migliore per affrontare le avversità che lo hanno colpito in queste stagioni. Ecco allora un giocatore e soprattutto un uomo nuovo: “Ultimamente sono diventato più “saggio”. Secondo me, in tante cose, sono migliorato: dalla gestione dei match a quella delle emozioni, fino alle scelte o ai dettagli tecnici. Ho capito che la cosa più importante è stare bene a 360 gradi. Una volta trovata quella stabilità, l’equilibrio e la voglia di fare quello che faccio con il sorriso sulle labbra, potrò raggiungere risultati importanti“.
La mentalità giusta
In questi anni Matteo Berrettini ha imparato anche ad avere a che fare con la sconfitta. In particolare, quella legata ai tanti infortuni che lo hanno colpito, portandolo anche sull’orlo delle lacrime in più di un’occasione. Ora, però, l’azzurro sa affrontare queste avversità: “Il tennis insegna a perdere, perché succede tutte le settimane. Però i conti li ho dovuti fare più con gli infortuni. Sono una sconfitta differente: devi arrenderti e accettare che il tuo corpo non ti permetta di avere una chance. È più difficile da digerire“.
L’intervista si è chiusa con un bellissimo messaggio che Matteo Berrettini ha voluto lanciare a chi fa tennis e sport in generale. Bisogna perseverare e impegnarsi sempre e solo se ne vale la pena: “La cosa più bella di cui mi sono accorto in questi mesi è che il mio sport, o comunque il contesto in cui mi ritrovo, è ciò che mi fa sentire veramente vivo. Tre cose senza cui non potrei vivere? Al giorno d’oggi il telefono, se non altro per tenermi in contatto con le persone a cui voglio bene. Poi la pasta e mio fratello“.