Lorenzo Musetti commenta la pessima giornata agli Us Open. Il tennista nativo di Carrara è stato eliminato al secondo turno da Dane Sweeny. Tuttavia, il suo più grande avversario in questa partita non è stato l’australiano. Il caldo, infatti, è stato pesante: “Sicuramente il caldo non mi ha aiutato. E poi anche l’aria condizionata qui: penso che la temperatura sia troppo bassa e ci sia troppo contrasto tra l’interno e l’esterno. Quest’anno non abbiamo la possibilità di riscaldarci fisicamente fuori e di acclimatarci un po’. Credo quindi che lo shock, in termini di temperatura, sia stato abbastanza importante e possa avere contribuito a questo malessere“.
Lorenzo Musetti e la “sindrome di Sinner”
Le alte temperature su New York hanno causato il problema a Lorenzo Musetti. Il tennista azzurro ha fatto capire che questo episodio ha tante cause. Ed è anche il momento che spiega perfettamente il suo anno: “Credo che ci sia stato sicuramente uno shock importante dal punto di vista della temperatura e l’ho accusato molto. Purtroppo non sono mai riuscito, nonostante abbia preso determinate pause, a ritrovare energia e una condizione fisica accettabile. Onestamente sono stufo di ritirarmi, sono stufo di queste cose. Quest’anno mi sembra veramente un’odissea; visto che è uscito anche il film, sembra il mio 2026. C’è da accettarlo e andare avanti“.
Quanto alla partita contro Sweeny, Lorenzo Musetti è stato onesto. L’azzurro, infatti, nonostante il primo set vinto, non ha mai pensato di passare il turno. Anche perché l’australiano è stato perfetto e ha sfruttato l’occasione: “Pensare di vincere la partita non mi è mai passato per la testa. Purtroppo non ho avuto miglioramenti da quando è iniziato questo malore, alla fine della partita; anzi, forse andavo quasi peggiorando. Ho cercato di fare quello che potevo dal punto di vista medico e fisico, per trovare una soluzione a quello che stava succedendo, ma non ci sono riuscito. Lui ha giocato anche, secondo me, una buona partita e, a dire la verità, negli ultimi tre set oggi è difficile parlare di tennis“.
Una trasferta americana da dimenticare
In molti hanno pensato al problema avuto da Jannik Sinner al Roland Garros. In questo senso Musetti ha fatto capire che occorre una gestione ottimale del proprio fisico in partita: “Quando l’abbiamo visto anche con Jannik a Parigi, è stata secondo me una situazione simile. Una volta che, diciamo, varchi una soglia, è difficile tornare alla situazione precedente. Purtroppo portiamo spesso il nostro corpo al limite e oggi è stata una di quelle situazioni. Per me forse era una prima volta di questo tipo, ed è stato difficile da ripristinare“.
Poi Musetti ha tracciato un bilancio della sua trasferta negli Stati Uniti. Un mese molto difficile, sul piano del gioco e dei risultati. Ora, però, l’obiettivo è quello di ricomporre tutto e ricominciare: “Non sento veramente di meritarmi tutto quello che mi sta succedendo, per gli sforzi che sto facendo per rientrare e per i sacrifici che ho fatto in questi ultimi due mesi, saltando lo Slam. Nell’ultimo Slam ho dovuto ritirarmi e qui non mi sono ritirato per onorare la partita e cercare di vedere se riuscivo a ritrovare un attimo di energia. C’è poco da portare. Spero di riuscire a trovare una sorta di equilibrio. Oggi, a dire la verità, secondo me non c’entra tanto la preparazione atletica: è più una condizione climatica che è stata così e va accettata“.