Holger Rune continua a spingere sull’acceleratore. L’obiettivo del talentuoso giocatore danese è quello di tornare in campo al più presto per riprendere l’attività. In una lunga intervista rilasciate per Sports Illustrated, ha fatto sapere di essere al centro di un duro lavoro per uscire dal tunnel dopo l’infortunio al ginocchio: “Mi trovo a Doha, in Qatar, dove sto lavorando duramente sulla riabilitazione. Tutto sta andando come previsto. Sono passate sette settimane dall’operazione e il recupero procede addirittura un po’ più velocemente di quanto pensassimo: è sicuramente un segnale positivo”.
Gli obiettivi di Holger Rune
Uno dei segreti che stanno aiutando Holger Rune a uscire da questa fase negativa è il fatto di ragionare giorno dopo giorno. Non ci sono obiettivi a lungo termine per definire il recupero dall’infortunio. Solo così si può lavorare e continuare a pensare positivo: “Ci fissiamo obiettivi settimana dopo settimana. Quando sono arrivato qui l’idea era quella di tornare a camminare: ora lo faccio senza tutore e, quando partirò, userò scarpe normali, solo con un leggero rialzo. Serve a non stressare il tendine, cosa fondamentale in questa fase”.
Stando ai video che si vedono sui social, Holger Rune sta lavorando soprattutto sulla stabilizzazione della gamba infortunata. La sensazione è che gli interessi poco rafforzarsi a livello muscolare. Il classe 2003 spiega la scelta così: “Il tennis non è uno sport in cui bisogna aumentare la massa muscolare, ma trovare l’equilibrio fisico ideale. Stiamo curando molto anche l’alimentazione, perché ora non consumo le stesse energie di quando gioco”.
Numero 1 al mondo? Si può!
Si è parlato a lungo anche del fatto che ci sono troppi tornei nel corso della stagione. Holger Rune si schiera sulla stessa linea di chi contesta tutti questi appuntamenti: “Il calendario pesa tantissimo: si gioca quasi ogni settimana da gennaio a fine novembre e recuperare diventa complicato. Ci sono semplicemente troppi tornei. Le richieste del calendario sono eccessive per il nostro fisico, non solo per il mio. La mia è stata una lesione grave, ma abbiamo visto molti altri giocatori fermarsi. I Masters 1000 su due settimane, in particolare, sono completamente inutili: credo che su questo siamo tutti d’accordo”.
“Non voglio puntare il dito contro nessuno – prosegue il danese – , ma non credo neanche alla sfortuna. Le cose succedono per un motivo e, in questo caso, il motivo principale è la fatica. Siamo esseri umani, non macchine. Giochiamo partite che durano anche cinque ore e non è qualcosa che si possa sostenere all’infinito. L’ATP dovrebbe adattarsi di più alle esigenze dei giocatori”.
Infine Holger Rune fa capire che il suo obiettivo continua a essere il primo posto nel ranking. Il danese, infatti, ritiene di avere tutte le carte in regola per inserirsi in questa lotta. E non appena tornerà a giocare, proverà a farlo vedere in tutti i modi: “Ho una voglia enorme di tornare in campo, ma voglio farlo come la migliore versione possibile di me stesso: solida, capace di battere chiunque, non solo per una settimana ma per tutta una stagione. Credo di avere i mezzi per diventare il numero uno del mondo”.
Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, in un certo senso, sono avvisati