Novak Djokovic si gode il ritorno al successo in un torneo ATP. Il campione serbo si è aggiudicato l’appuntamento disputato a Pechino, in quello che per lui è sempre un evento speciale. L’ex numero 1 delle classifiche mondiali non tornava in Cina da 11 anni, e lo ha fatto in grande stile. Il suo è stato un cammino straordinario, in cui ha saputo avere la meglio anche su un certo Alexander Zverev. Da parte di Nole si è visto il grande impegno che ci ha messo per riuscire a conquistare un titolo che mancava da troppo tempo. E con questo sigillo, che è il settimo in terra asiatica, il serbo vola a quota 102 tornei vinti in carriera.
Un successo che lo gratifica, anche per il forte supporto che ha ricevuto dagli appassionati locali. La Cina è sempre stata casa per Novak Djokovic, che ha ringraziato a modo suo, ovvero con una vittoria.
Novak Djokovic si gode il trionfo di Pechino
Alla fine del torneo, Novak Djokovic è tornato sulle motivazioni che lo hanno portato a tornare a Pechino. Un torneo che gli è sempre piaciuto e che ha finalmente ritrovato. La vittoria è stata la naturale conseguenza: “Volevo mettermi nella giusta forma per prepararmi al meglio delle mie possibilità ed essere in grado di avere la settimana che per fortuna ho avuto. Volevo mantenere la striscia positiva, Pechino è sempre stata il mio posto felice. Continua ad esserlo. Ho sempre alte aspettative su me stesso. Gli obiettivi e i desideri sono sempre alti, in particolare in un luogo in cui non ho mai perso prima”.
Il cammino di Djokovic a Pechino, però, non è stato facile. Il campione serbo è dovuto venire a capo di tante difficoltà, prima di sollevare il trofeo. E ora c’è solo tanta soddisfazione per aver raggiunto l’obiettivo: “Non venivo qui da 11 anni. Ho avuto un anno pieno di difficoltà e sfide, senza molti grandi risultati dopo la finale dell’Australian Open. Non sapevo come mi sarei sentito perché la tournée americana è stata terribile in termini di sensazioni in campo e fisicamente. E anche qui ho faticato. Sono riuscito in un certo senso a farcela e a scavare a fondo, ribaltando alcune partite. Questo risultato è arrivato nel miglior momento possibile come spinta di fiducia, come prova che posso ancora giocare al massimo livello. Vincere contro tre top 10 in tre giorni è un grande risultato”.
Il supporto dei tifosi cinesi
Novak Djokovic ci ha tenuto anche a ringraziare i tanti cinesi che hanno fatto il tifo per lui. Tornare a Pechino è stato un toccasana anche in questo senso. E da parte del serbo ci sono solo parole al miele per i locals: “Onestamente, i tifosi cinesi sono probabilmente i tifosi di tennis più straordinari che veda in qualsiasi parte del mondo. Questo Paese mi ha sempre dato molto sostegno. Quest’anno è stato fantastico. Non venivo qui da 11 anni e non sapevo cosa aspettarmi. Sentivo che ci sarebbe stata un’energia e un’interazione positiva. Ma non mi aspettavo che lo stadio fosse pieno per ogni singola partita fin dal primo turno e che le persone fossero così gioiose e appassionate del fatto che fossi qui a giocare davanti a loro”.
La Cina è sempre stata casa per Novak Djokovic. Lo stesso campione serbo ci ha tenuto a sottolineare la grande cultura dei Paesi asiatici. Il sostegno degli spettatori è genuino e speciale, senza mai andare oltre i limiti: “Qui in Cina c’è il miglior supporto del pubblico che abbia ovunque al di fuori della Serbia. La quantità di regali che mi fanno, la quantità di tempo che trascorrono per poter interagire anche brevemente con me, aspettando davanti all’hotel, al circolo del tennis, allo stadio, fuori, è notevole. Cerco di ricordare sempre a me stesso quanto sia speciale, quanto sia privilegiato. Questo spiega anche perché gioco bene in Cina, perché mi sento bene: perché le persone mi fanno sentire come se fossi cinese, come se giocassi a casa. L’unica cosa di cui ho bisogno è imparare il cinese e prendere il passaporto e siamo a posto”.