Novak Djokovic torna a Pechino a 11 anni di distanza. Il campione serbo è pronto a rimettersi in gioco, in un torneo che gli consentirà di valutare le sue condizioni. Sul piano fisico l’ex numero 1 al mondo sembra versare in un buono stato di forma. Ora non resta che capire se a tutto ciò corrisponderanno anche i risultati, che ultimamente sono un po’ mancati.
Il ritorno di Novak Djokovic a Pechino
Al suo arrivo a Pechino, Djokovic ha manifestato una certa soddisfazione. Per il serbo si tratta di un ritorno a dir poco gradito. Anche perché la metropoli cinese gli ha riservato una calorosa accoglienza: “Mi è sempre piaciuto giocare a Pechino e in Cina in generale, in particolare qui. C’è un grande sostegno e un’ottima atmosfera. Tra sessioni di allenamento e partite, si percepisce molto affetto e grande supporto da parte dei tifosi cinesi, qualcosa che non vedo l’ora di ritrovare. Prima o poi sarei tornato a Pechino e sono felice che sia successo quest’anno. Sono arrivato con qualche giorno di anticipo per cercare di disputare qualche set di allenamento e passare un po’ di ore sul campo prima di iniziare il torneo“.
Dal punto di vista della struttura, Novak Djokovic è rimasto a dir poco impressionato. I campi di gioco e gli stadi a Pechino sono all’avanguardia per garantire un torneo importante: “L’impianto è cambiato ed è migliorato molto. È sempre stata una struttura estremamente impressionante, una delle più imponenti del nostro sport. Nel 2008 fu costruito per i Giochi Olimpici a cui ho partecipato. Ricordo di aver giocato sul Lotus Court, che ora è il secondo campo. Poco dopo è stato costruito lo stadio principale per il torneo. Ho sempre conservato splendidi ricordi e sensazioni molto positive su questo campo. Spero che questo possa ripetersi e di poter disputare un gran torneo“.
Alla ricerca di nuove sfide
Dal punto di vista fisico, Novak Djokovic è convinto di stare bene. Ora bisognerà dimostrarlo anche nelle partite. Anche perché gli allenamenti non bastano a capire: “È completamente diverso disputare una partita ufficiale rispetto ai set o alle sessioni di allenamento, ma per ora va tutto bene. Non vedevo l’ora di venire in Cina, come sempre. I miei risultati sul suolo cinese parlano da soli. Sapere questo mi dona quel livello di fiducia di cui ho davvero bisogno. Nel complesso, finora è andata davvero bene sia per quanto riguarda il fisico, sia per come mi sento e per come sto giocando“.
Il calendario dei tornei a cui Novak Djokovic partecipa è cambiato in maniera radicale. Anno dopo anno, l’ex numero 1 al mondo deve gestirsi. L’obiettivo è sempre quello di giocare al massimo: “In questa fase della mia carriera si tratta anche di scegliere i tornei nei quali mi piace giocare, dove ho avuto successo in passato e dove sento di essere accolto dai tifosi in modo positivo. La storia dei miei risultati in terra cinese è stata incredibile. Non giocavo qui da 11 anni. Negli anni passati ho cercato di far incastrare gli impegni in calendario, ma la programmazione mi ha permesso di giocare solo a Shanghai. Quest’anno Pechino era nella lista delle priorità e sono davvero felice di essere qui“.
A ribadire le sue idee, Novak Djokovic fa capire che non si accontenterà mai di giocare per partecipare. L’obiettivo è sempre quello di arrivare più in fondo possibile a un torneo. È la sua carriera a parlare per lui: “Partecipo a un torneo professionistico perché voglio anche vincere. La motivazione principale è sempre quella di competere e battere l’avversario dall’altra parte della rete in un determinato giorno, cercando di arrivare il più lontano possibile nel torneo. Certamente, se puoi competere in un luogo in cui ti trovi bene per quanto riguarda le condizioni, il sostegno del pubblico e l’atmosfera, tutto ciò contribuisce a una prestazione ancora migliore. Ho sempre alte aspettative su me stesso“.