Matteo Berrettini torna a Miami alla ricerca della continuità fisica, di gioco e di risultati. Il giocatore romano è reduce dalle partite giocate a Indian Wells contro Adrien Mannarino e Alexander Zverev. Le ha raccontate ai microfoni di Sky Sport: “A Indian Wells sono state due partite di livello molto alto. Sascha ha giocato una partita molto buona e infatti poi è andato avanti nel torneo. La partita contro Mannarino, secondo me, è stata buonissima per mille motivi: fisicamente sono riuscito a tenere fino alla fine, mentalmente ho retto dal primo all’ultimo punto. E anche il livello è stato molto buono. Quindi, sono accadute tante cose positive in un torneo che non è mai stato il mio preferito”.
Matteo Berrettini in versione Miami
Le sensazioni di Matteo Berrettini in vista del torneo di Miami sono buone. Il tennista romano ritiene di essere in ottime condizioni. Quindi ci sono le possibilità di fare un buon cammino: “Quest’anno mi sono sentito bene come avverto anche qui a Miami. Sono carico. L’anno scorso ho vissuto due settimane molto positive. So però che bisogna pensare partita per partita e andare un passettino alla volta. Sto recuperando fisicamente e mentalmente le energie che mi servono per competere con i migliori”.
Un anno fa a Miami ci fu una grande dimostrazione di qualità. Berrettini, infatti, sconfisse De Minaur e fu fermato ai quarti solo da Taylor Fritz. Da questo ricordo si può partire ancor più forti: “Quando torni in un torneo in cui ha giocato bene senti quel feeling che ti dice che puoi giocare bene. Negli anni precedenti non ero mai riuscito a trovare il feeling: c’erano sempre state alcune cose che non mi avevano fatto sentire a casa. Invece l’anno scorso sono riuscito a trovare il ritmo e l’energia giusti. Ho giocato delle ottime partite; anche quella con Bergs è stata di livello molto alto. Sicuramente mi porto dietro il ricordo dell’anno scorso”.
Exploit azzurro da urlo
Al di là dei singoli risultati, Matteo Berrettini ha ben chiaro in testa cosa vuole dal 2026. Una stagione in cui tornare a giocare con costanza, sperando di non incappare in problemi fisici. I risultati, poi, verranno da soli: “L’obiettivo di quest’anno non è un obiettivo di classifica, di risultati, ma è un obiettivo di continuità. L’obiettivo è allenarsi per cercare di giocare al massimo livello il più possibile. È quello che mi è mancato un po’ negli ultimi anni. Poi da lì si potrà partire a pensare di poter fare risultati importanti. Ovvio che sono qui anche per cercare di fare bene, perché mi piace essere competitivo e perché mi piace che la mia classifica abbia un certo numero. Ma so che devo partire da altro. Sono tanti anni che sono nel Tour e ho molta esperienza. So quanto questo sia importante”.
Il tutto nel contesto di un tennis italiano in grandissima salute. Da quest’anno – e per la prima volta nella storia – 4 azzurri sono in Top 20 nel ranking. Berrettini non può che esultare e applaudire: “Venendo qui in macchina mi stavo ricordando della mia prima convocazione in Coppa Davis. Era il 2018 ed ero il quinto giocatore della squadra. Ero appena entrato tra i primi 100. Quindi, è impressionante. Fino a pochi anni fa c’erano Fabio Fognini, Filippo Volandri, Paolo Lorenzi e Andreas Seppi che sono arrivati, ma mai insieme”.