Pronostico Roland Garros | Flavio Cobolli – Alexander Zverev
La finale del Roland Garros 2026 presenta un confronto inatteso e carico di suggestioni: Flavio Cobolli contro Alexander Zverev, in programma il 7 giugno sulla terra battuta di Parigi. In molti sognavano un derby tutto italiano, ma il virus che ha fermato Matteo Arnaldi alla vigilia della semifinale ha cambiato la storia. Cobolli è entrato in finale per walkover e ora si trova a un passo dal titolo dopo aver battuto Félix Auger-Aliassime nei quarti. Zverev, numero 3 del mondo, ha capitalizzato un tabellone che ha visto le eliminazioni di Jannik Sinner e Novak Djokovic, superando Jakub Mensik in quattro set. L’epilogo mette di fronte un aspirante campione alla sua prima finale Slam e un giocatore in cerca di un primo titolo Major dopo tre finali perse. È anche la celebrazione del boom del tennis italiano: Cobolli arriva in finale un anno dopo la finale raggiunta da Sinner nel 2025, confermando la profondità del movimento azzurro. Il grande obiettivo resta storico: riportare in Italia il titolo maschile del Roland Garros, che manca dal trionfo di Adriano Panatta nel 1976.
Stato di forma e contesto torneo
Parigi ha regalato sorprese in serie: l’uscita prematura di Sinner e le difficoltà fisiche di Djokovic hanno lasciato spazio ad outsider di lusso. Zverev ha colto l’occasione e ha messo in fila successi convincenti, culminati con il 7‑5 6‑2 3‑6 6‑3 inflitto a Mensik in semifinale. Il tedesco, finalista qui nel 2024 e reduce da tre finali Slam perse, arriva in fiducia pur avendo perso molte semifinali durante la stagione. La sua esperienza sulle cinque partite lo rende un riferimento. Cobolli, 24 anni, vive la settimana della consacrazione: dopo aver battuto Auger-Aliassime per 4‑6 6‑4 6‑4 6‑4, ha approfittato del forfait di Arnaldi e può prepararsi con due giorni extra di recupero. Prima di questa edizione aveva vinto appena due partite a Parigi, ma in questo torneo ha perso solo due set e si è garantito la prima finale italiana dai tempi di Adriano Panatta.
Il contesto è storico anche per la nazionale: la vittoria di Arnaldi su Tiafoe ha portato tre italiani nei quarti per la prima volta nella storia Open. Nonostante l’uscita per malattia di Arnaldi, il messaggio è chiaro: l’Italia è diventata una potenza del circuito maschile e questo derby sfiorato ne è la prova. L’exploit di Cobolli e il percorso di Arnaldi sono frutto di una generazione che ha dato continuità alla vetta rappresentata da Sinner e Berrettini.