Flavio Cobolli vola ai quarti di finale del torneo di Wimbledon, e lo fa con il suo inconfondibile stile. Sul campo il tennista fiorentino ha avuto la meglio in tre set su Alex De Minaur. Un successo non del tutto previsto sul piano del punteggio, ma che ha confermato i progressi dell’azzurro sull’erba. E poi c’è quel comportamento guascone, tipico di un ragazzo cresciuto a Roma.
E così, anche nella conferenza stampa svolta dopo il successo contro l’australiano, Cobolli si è lasciato andare. In primis ha ovviamente parlato della partita e di una vittoria sicuramente prestigiosa. E poi ci sono altri temi che sono stati sviscerati, e che con il tennis hanno poco a che fare.
La battaglia contro De Minaur
Flavio Cobolli ha espresso grande gioia per la vittoria ai danni di Alex De Minaur. Il suo rapporto con i campi in erba sta migliorando a vista d’occhio. In particolare il Court n.1 gli ha dato bellissime sensazioni: “Mi sento benissimo. È stata una partita incredibile per me. Dal mio punto di vista, credo di aver giocato una delle migliori partite di sempre, soprattutto su questa superficie, che è sempre difficile da affrontare. Oggi però ho trovato il modo di mantenere un livello alto per tutta la partita. La sensazione con il campo è stata incredibile. Mi è piaciuto tantissimo giocare lì. Anche il suono della palla era fantastico. Adesso devo recuperare per la prossima, che sarà sicuramente dura”.
Il nuovo numero 8 al mondo ha sottolineato la sua bravura nella gestione del match. In particolare il secondo e il terzo set sono stati giocati in maniera quasi perfetta. Così è nata una vittoria che dà ulteriore morale: “Nel secondo set ho provato a spingere e per fortuna ho fatto, mi sembra, dodici punti a uno. Ho sparato le cartucce, le ho finite tutte. Ho giocato veramente bene quei game, e poi mi hanno dato fiducia per il tie-break, che secondo me ho giocato altrettanto bene. Nel terzo la partita è lunga, quindi ci sta che uno si distragga. L’importante era restare lì e continuare a lottare”.
Flavio Cobolli tra case e amici
Alla vigilia degli ottavi di finale, aveva tenuto banco il caso relativo alla permanenza di Flavio Cobolli a Wimbledon. L’azzurro, infatti, non aveva prenotato la casa per la seconda settimana. In qualche modo, la cosa si è risolta: “Mio nonno ci ha aiutato a trovare una soluzione per stanotte, ma abbiamo trovato una soluzione per tutta la settimana, spero. Una famiglia italiana ci ha dato tutta la casa qui a Wimbledon, quindi è una cosa davvero bellissima e non so come ringraziarli quando li vedrò. L’anno scorso ho avuto problemi, quest’anno pure. Spero che mio padre trovi la soluzione giusta per la prossima partita”.
Poi Flavio Cobolli ha parlato del suo amore per il calcio. Il tifo per la Roma non verrà scalfito in alcun modo. Neanche dalla sua amicizia con Edoardo Bove e Riccardo Calafiori, protagonisti in Premier League: “Non ho una squadra di Premier League. Tifo Roma, ed è per questo che non voglio tifare per nessun’altra squadra. Però ho molti amici: Calafiori giocava con me e ora gioca nell’Arsenal, quindi guardo le partite perché amo il calcio. Adesso ho Edoardo (Bove) che gioca nel Watford, quindi guarderò sempre le sue partite”.
Infine Flavio Cobolli si è tolto qualche sassolino dalle scarpe. I giornalisti gli chiedono se avverte questa sensazione di essere sottovalutato da esperti e bookmakers. La sua risposta è, come sempre, cristallina e senza fronzoli: “Sì, magari un po’ sì, però questo mi dà tanta energia. Io sono quello dietro: fino a poco fa magari anche dietro a Lorenzo. Questo mi ha fatto stare molto tranquillo, mi ha permesso di pensare a me. C’è tanta pressione su Jannik e questo ne toglie molta a me, e da una parte è un bene. Dall’altra è anche un male, perché qualche volta mi piacerebbe essere apprezzato un po’ di più e che venisse riconosciuto anche a me qualche merito in più”.