Federico Cinà è reduce dal suo primo anno da tennista professionista. Dopo una prima annata tra Futures e Challenger, nel 2025 ha potuto debuttare anche nel circuito maggiore. E ai microfoni di Spazio Tennis ha provato a fare un resoconto di questa annata: “Ho iniziato con non troppe aspettative. L’anno prima avevo fatto pochissimi Challenger e poche vittorie. Fin dall’inizio del 2025 avevo un buon livello, anche nei Challenger vedevo di poter fare bene. Ho avuto anche le prime esperienze negli ATP, sicuramente non facili ma penso di essermela cavata bene. Sono felice per come sono andate queste esperienze“.
L’impatto con il circuito maggiore
Il 2025 di Federico Cinà lo ha visto oscillare tra Challenger e circuito ATP. Il giocatore palermitano ha voluto sottolineare le differenze tra questi due mondi: “I Challenger sono comunque molto difficili. Ci sono tanti giocatori che in entrambi i livelli vogliono vincere, sono molto agguerriti, forse più nei Challenger. Ma sono due circuiti diversi, molto forti entrambi. Puoi trovare giocatori molto forti, secondo me non c’è così tanta differenza. Sul piano fisico ho subìto un po’ di più, avevo di fronte giocatori forti. Mentalmente sai di dover vincere e nessuno ti regala niente. Quando di fronte hanno gente più giovane entrano con ancor più grinta in campo“.
La ciliegina sulla torta è stata rappresentata dalla presenza alle qualificazioni degli Us Open. Un risultato quasi insperato, almeno rispetto alla vigilia dell’anno. Cinà ne parla così: “Mi ero prefissato più gli Australian Open, non credevo più di tanto negli Us Open. Poi abbiamo visto che potevo farcela e ci abbiamo provato. Ero molto emozionato di poter tornare dove ero stato sia da bambino e da Junior, seppur in maniera diversa. Questo mi ha aiutato, ma spero di poter arrivare al più presto nel tabellone principale“.
La crescita quotidiana di Federico Cinà
Dopo questa crescita esponenziale, con tanto di ingresso in top 200 del ranking, Federico Cinà è sotto i riflettori. Un aspetto che non gli crea di certo problemi. Il palermitano, infatti, ne parla così: “In un certo senso mi piace che si possa parlare di me e di altri ragazzi della mia età. Sicuramente devo stare tranquillo e fare il mio, allenandomi senza troppe aspettative. Se cerchi di volere tutto troppo presto rischi di perderti. Bisogna pensare al quotidiano e a fare le cose bene“.
‘Palli’ è solo uno dei tanti giocatori italiani in rampa di lancio. La sua sensazione è quella di godere della luce riflessa di campioni come Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Un aspetto comunque molto positivo: “Ci sono tantissimi ragazzi italiani, tutti molto giovani, ed è giusto che ci siano molte attenzioni su di loro. Questo ci aiuta, avere tutte le pressioni su di noi non ci aiuterebbe. Penso che sia un bene per il tennis italiano avere così tanti giocatori così avanti“.
Tornando alle sue esperienze, la presenza agli Internazionali BNL d’Italia a Roma è stata una delle più belle. Federico Cinà la rivive così, sottolineando alcuni elementi fondamentali: “Mi aspettavo che sarebbe stato difficile, in particolare tutto il contesto. Senti di voler fare bene in quel torneo e vivi i giorni precedenti con tensione, anche negli allenamenti. Sono cose che fanno bene, sono esperienze bellissime e sono felice di averle fatte. È stata una settimana speciale nella sua difficoltà. Contro Navone ero molto teso all’inizio, mi sarebbe piaciuto vivere la partita con più tranquillità. Sono comunque felice di come sia andata“.