Flavio Cobolli si prepara a tornare a giocare un torneo del Grand Slam. Poco più di un mese fa, il tennista romano ha vissuto la giornata più importante della sua carriera. La finale del Roland Garros contro Sascha Zverev è stata deludente per il risultato, ma ha dato ulteriori segnali di crescita. Ora, in vista del debutto a Wimbledon 2026, il numero 8 al mondo si dice pronto per questa nuova avventura.
Flavio Cobolli dopo il Roland Garros
In una lunga intervista per Ubitennis, Flavio Cobolli ha parlato proprio della sua avventura al Roland Garros. Il giocatore capitolino ha avuto modo di recuperare energie dopo Parigi. C’è stato spazio per riposare prima di tornare in campo: “Ho giocato per due settimane di fila per la prima volta. Anzi, la seconda, perché anche qui l’anno scorso mi sembra di essere quasi arrivato in finale. Mi sono goduto molto quel periodo, avevo tante routine, tanti amici lì, quindi ho davvero apprezzato ogni momento che ho passato a Parigi e spero di avere un’altra corsa così anche qui“.
Quali saranno i segreti in vista di Wimbledon? L’idea di Flavio Cobolli è molto chiara. Il finalista del Roland Garros è consapevole delle sue abilità: “Credo di dover venire qui e provare a fare esattamente tutto quello che ho fatto a Parigi: come mi sono allenato, come ho vissuto i giorni fuori dal torneo, come ho gestito le difficoltà durante le partite. Credo che quella sia la chiave per riuscire a ripetere quello che ho fatto lì. Ogni partita per me deve essere una finale e ogni partita deve essere un’esperienza nuova. Devo mettere dentro per bene l’esperienza che ho acquisito a Parigi per riuscire poi a rendere meglio“.
La sfida Wimbledon
Il passaggio dalla terra battuta all’erba è sempre molto complicato. Tuttavia, Flavio Cobolli si è detto pronto per questa transizione. Anche perché c’è il precedente dell’anno scorso a dargli una mano: “Credo che qui non sia un’erba normale, è completamente diversa da tutti i tornei che facciamo in preparazione a questo. È un’erba molto più lenta e molto più giocabile rispetto alle altre, quindi credo che questo possa aiutarmi a rendere al meglio e a giocare il mio miglior tennis. L’anno scorso l’ho già fatto e quest’anno spero di ripetere quello che ho fatto l’anno scorso e spero di fare anche meglio. È una transizione che ormai mi piace, piano piano ci si abitua sempre di più“.
Dal punto di vista degli allenamenti, Flavio Cobolli è apparso soddisfatto. Anche perché la sua racchetta si è incrociata con quella di un certo Novak Djokovic. Un giocatore dal quale trarre sempre spunti: “Cerco sempre di non sbagliare, di provare a mettergli la palla sempre precisa. Questo mi aiuta molto perché sviluppo una concentrazione che di solito non ho. Alla fine oggi è stato l’allenamento migliore che ho fatto da quando sono arrivato, e questo vuol dire che è servito molto. Giocare con i migliori giocatori del mondo è sempre utile prima dell’inizio di un torneo così importante“.
Infine Flavio Cobolli ha parlato anche del suo rapporto con Sascha Zverev. I due sono grandi amici e sono stati rivali in finale al Roland Garros. L’augurio fatto dal tedesco al romano è molto importante: “Il primo giorno che ci siamo visti a Halle ovviamente ci siamo abbracciati e io gli ho fatto ancora i complimenti, lui li ha fatti a me. Abbiamo fatto tutti e due un grande torneo. Mi ha chiesto se mi era passata, io gli ho detto che ero molto felice, non sono stato nemmeno per un minuto arrabbiato con nessuno, neanche con me stesso. Ha detto che lui dopo la finale persa con Thiem era stato molto male; io gli ho detto: ‘No, io l’ho vissuta in maniera diversa e spero che questo possa aiutarmi poi a rigiocarne altre’. Lui mi ha detto che ne giocherò tante altre“.