Carlos Alcaraz e Jannik Sinner sono stati, come abbiamo avuto modo di vedere, ancora una volta uno contro l’altro. Questa volta, però, non c’erano in palio trofei prestigiosi e tornei di spicco internazionale, come gli eventi del Grand Slam o una medaglia ai Giochi Olimpici. I due giocatori che stanno dominando il ranking ATP, infatti, si sono schierati la scorsa settimana ai nastri di partenza del torneo ATP di Doha. Non stiamo di certo parlando di un appuntamento di grido, visto che si tratta di un ATP 500. Il Qatar ExxonMobil Open ha dunque avuto modo di ospitare tra le proprie fila i due elementi di maggior spicco nel panorama del tennis mondiale. Tuttavia, questa scelta da parte del numero 1 e del numero 2 delle classifiche internazionali ha fatto storcere il naso a tanti.
Come mai, infatti, sia Alcaraz che Sinner non hanno avuto dubbi nel prendere parte a un evento del genere? Si tratta di un torneo che non sposta più di tanto in termini di punti messi in palio. Né tantomeno nessuno dei due aveva bisogno di mettere a segno un risultato importante per tenere a bada i più immediati inseguitori. Anche perché, alle spalle dei primi due del ranking, c’è il vuoto. E poi c’è il fattore relativo agli allenamenti e al riposo, che per campioni chiamati a una primavera intensa e ricca di tornei sono fondamentali. Spuntano allora nuovi elementi, che forse forniscono spiegazioni plausibili, ma giustificabili fino a un certo punto.
Alcaraz e Sinner insieme a Doha: il potere degli sponsor…
Per far incontrare Carlos Alcaraz e Jannik Sinner a Doha è stato necessario mettere in piedi una sessione di pesca. Proprio così, visto che il giocatore italiano non è riuscito ad arrivare fino in finale. Tutto merito di Jakub Mensik, che ha sconfitto l’azzurro ai quarti di finale. Lo spagnolo, invece, ha vinto il torneo battendo in finale il francese Arthur Fils.
Veniamo però alle motivazioni che potrebbero aver indotto i due dominatori del tennis maschile a scegliere proprio Doha come torneo da inserire nei rispettivi programmi. Carlos Alcaraz e Jannik Sinner avrebbero infatti ricevuto un ricco assegno prima ancora di scendere in campo. Si tratta di un versamento da circa 1,2 milioni di euro ciascuno.
Questo genere di pagamento si chiama, in gergo strettamente tecnico, “appearence fee”. La traduzione letterale è “quota di apparizione”, che viene versata ad alcuni specifici giocatori per i quali la presenza è ritenuta necessaria per il lustro del torneo. La presenza di Alcaraz e Sinner era fondamentale per promuovere il torneo di Doha, quindi gli organizzatori non hanno badato a spese pur di averli. Si tratta di una cifra nettamente superiore a quella percepita dai due giocatori per le rispettive prestazioni in campo. Lo spagnolo, vincendo il torneo, si è aggiudicato un assegno superiore al mezzo milione di euro. Non arriva invece neanche a 80mila euro l’azzurro, a causa dell’uscita di scena ai quarti di finale.
I due non sono neanche i primi ad aver fatto questo genere di scelta. Anzi, c’è chi ha fatto di “peggio” dal punto di vista competitivo. Roger Federer, nell’ormai lontano 2015, partecipò al torneo di Istanbul, ovvero un misero ATP 250. In quel caso, la appearence fee ammontò a ben 2 milioni di euro…